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Come leggere un KID (e cosa cercare davvero)

Tre pagine obbligatorie per legge che contengono quasi tutto. Quali quattro righe guardare, in che ordine e dove il documento è costruito per non allarmarti.

⏱ 7 min di lettura·Roberto Cavallo, CFI

Il KID sta in tre pagine, è obbligatorio per legge e te lo consegnano prima di ogni sottoscrizione. È il documento che contiene quasi tutto quello che serve per decidere, almeno su quel singolo prodotto.

Quasi nessuno però lo apre e chi lo apre di solito guarda per prima cosa il grafico. Il grafico tende infatti a essere la parte meno utile delle tre pagine.

Qui trovi cosa guardare, in quale ordine e dove il documento è costruito per non allarmarti. In particolare l’ordine conta quanto il contenuto, poiché le prime righe che leggi tendono a decidere quanto peso dai a tutte le altre.

Prima cosa: verifica che sia il documento giusto

Dal 1° gennaio 2023 il KID previsto dal regolamento PRIIPs (UE 1286/2014) ha sostituito il vecchio KIID per i fondi comuni. I due documenti si somigliano, ma non sono uguali: il KIID indicava il rischio con una scala 1–7 basata sulla sola volatilità passata, mentre il KID usa un indicatore che considera anche il rischio di credito.

Perciò la prima verifica riguarda quale dei due hai in mano. Se il documento riporta ancora il «profilo di rischio e rendimento» invece dell’«indicatore sintetico di rischio», stai leggendo un documento superato. Chiedi quello aggiornato: è dovuto e non dovrebbe servire insistere.

Sezione costi: si legge per prima

È l’unica sezione che contiene un fatto invece di una proiezione ed è per questo che va guardata all’inizio, non alla fine. Tutto il resto del documento è una stima, mentre questa parte riporta quello che paghi davvero.

Il KID esprime i costi in due modi: in euro su un investimento simulato e come incidenza annuale dei costi, cioè di quanto riducono ogni anno il tuo rendimento. È lo stesso dato in due unità di misura diverse: la seconda è quella che ti permette di confrontare prodotti di taglia differente.

I costi sono riportati per uscita dopo un anno e alla fine del periodo di detenzione raccomandato (anche a metà, se questo supera i dieci anni). Se il costo del primo anno è molto più alto dell’incidenza a scadenza, ci sono spesso commissioni di ingresso o penali di uscita anticipata. È un’informazione che il numero medio nasconde, perciò conviene leggere le colonne insieme.

Serve anche un metro per capire se il numero che leggi è alto o basso. Nel registro che sta dietro agli strumenti di questo sito ho trascritto le spese correnti dai KID di 719 fondi e 326 ETF collocati in Italia: la mediana dei fondi è 1,80% di spese correnti, quella degli ETF 0,20%.

Come l’ho misurato: spese correnti trascritte a mano dai KID ufficiali, prodotto per prodotto, nel registro che alimenta gli strumenti di questo sito. Ultimo allineamento 6 ottobre 2026; il conteggio si rifà a quella data.

🔍 Le quattro voci

Costi di ingresso e di uscita — una tantum, però possono valere punti percentuali. Costi di gestione — la voce ricorrente principale. Costi di transazione — le compravendite fatte dentro il prodotto, che restano a tuo carico e che in genere nessuno ti commenta. Commissioni di performance — qui va verificata la soglia, non soltanto la percentuale.

L’indicatore di rischio: utile, ma meno di quanto sembri

È una scala da 1 a 7. Serve a confrontare prodotti della stessa famiglia, dunque dovrebbe essere usato soltanto per quello.

Due prodotti con lo stesso numero possono comportarsi in modo molto diverso, poiché l’indicatore sintetizza in una cifra sola la volatilità passata e il rischio che l’emittente non paghi. Non contiene tuttavia il rischio di liquidità, né quello di cambio se il prodotto è in valuta estera. Comprime alcune cose in un numero solo e ne lascia fuori altre.

La domanda giusta quindi non è «che numero ha?», ma «rispetto a quale altro prodotto lo sto confrontando?». Lo stesso valore su famiglie di prodotti diverse descrive situazioni che hanno poco in comune fra loro.

Gli scenari di performance: la parte da leggere con più sospetto

Il KID mostra quattro scenari — da stress a favorevole — calcolati su serie storiche. Non sono previsioni: il documento stesso lo scrive.

Il problema è noto e riconosciuto anche dalle autorità di vigilanza: costruiti su un periodo passato favorevole, gli scenari sono ottimistici e la metodologia è stata rivista proprio per questo. Perciò lo scenario favorevole va letto come «cosa è successo nel periodo migliore dei dati disponibili», non come un obiettivo che il prodotto dovrebbe raggiungere.

Lo scenario di stress è invece quello con più contenuto informativo ed è l’unico che quasi nessuno guarda. La domanda utile è un’altra: se succedesse quello, io cosa farei? La risposta conta quanto il numero, dato che chi venderebbe in quello scenario rischia di scoprire troppo tardi che il prodotto non era adatto a lui.

Il periodo di detenzione raccomandato

È una riga sola ed è la più sottovalutata del documento.

Ad esempio, se indica sette anni e i tuoi soldi ti servono fra tre, quel prodotto non è adatto a te, indipendentemente da costi e rendimenti attesi. Il periodo raccomandato infatti non è un suggerimento: è l’orizzonte su cui il prodotto è stato progettato. Uscire prima significa spesso pagare penali oppure vendere in un momento sfavorevole.

Dove trovarlo, se non ce l’hai

Il KID va consegnato prima della sottoscrizione, non dopo. Se non ti è stato dato, non è una dimenticanza formale: è un obbligo previsto dal regolamento.

Per i prodotti che hai già, ci sono tre strade. La prima è l’area documenti dell’home banking, dove di solito sta sotto «documentazione di prodotto». La seconda è il sito della società che gestisce il prodotto, cercando il nome insieme alla sigla ISIN. La terza è chiederlo a chi te lo ha venduto.

L’ISIN è il codice di dodici caratteri che identifica lo strumento in modo univoco. Lo trovi sull’estratto conto titoli ed è l’unico modo affidabile per cercare, poiché molti prodotti hanno nomi quasi identici e classi diverse, con costi diversi. Cercare per nome ti porta sul documento sbagliato.

C’è poi un dettaglio che genera confusione: lo stesso fondo può avere più classi — retail, istituzionale, ad accumulazione, a distribuzione — ciascuna con il suo ISIN e il suo KID. Se i costi che leggi non corrispondono a quelli che paghi, quasi sempre stai guardando la classe sbagliata.

Mettilo in pratica
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Confronta i costi che hai appena letto sul KID con quelli di un equivalente passivo.
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La lettura in trenta secondi

Se hai poco tempo, quattro righe nell’ordine. Il periodo di detenzione raccomandato: è compatibile con te? Poi l’incidenza annuale dei costi alla scadenza raccomandata. Poi il costo del primo anno confrontato con quello, dato che una differenza grande segnala spesso penali. Infine l’indicatore di rischio confrontato con un prodotto simile.

Se dopo queste quattro il prodotto regge, allora ha senso leggere il resto. Basta invece una sola di quelle righe fuori posto per chiudere il documento e passare oltre.

Cosa il KID non ti dice

Non contiene i costi della banca. Commissioni di negoziazione, diritti di custodia e imposta di bollo stanno sull’estratto conto titoli, non nel KID. Perciò il costo totale che sostieni è sempre superiore a quello che leggi qui.

Non dice se il prodotto è adatto a te. Descrive un investitore tipo definito da chi l’ha costruito. Fra quel profilo e la tua situazione resta quasi sempre un certo margine, che in quel documento non è verificato da nessuno: quindi è un controllo che tocca a te.

Non è confrontabile fra famiglie diverse di prodotti. Un KID di polizza e uno di ETF seguono lo stesso schema, però poggiano su strutture di costo differenti. Ad esempio la componente assicurativa non ha un equivalente sul lato finanziario. Il confronto regge fra simili, non fra tutto.

Resta comunque il documento più utile che ti consegnano e l’unico costruito perché tu possa confrontare. Conservane una copia per ogni strumento che hai, dato che due KID letti insieme dicono più di quanto dica ciascuno da solo. Vale i cinque minuti.

⚖ Nota

Contenuto educativo, non consulenza personalizzata. Riferimento normativo: Regolamento (UE) 1286/2014 (PRIIPs); obbligo del KID per i fondi comuni dal 1° gennaio 2023.

📖 Termini utili dal glossario
Nota: contenuto a scopo informativo ed educativo. Non costituisce consulenza finanziaria personalizzata ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) né raccomandazione di investimento. Per una valutazione sul tuo caso specifico, prenota una consulenza.