Prima chiamata gratuita. Poi una parcella concordata per iscritto prima di iniziare e nient’altro: nessuna provvigione da banche, reti o case di gestione.
La domanda arriva sempre. Quasi nessun sito ci risponde. Qui trovi la cifra prima di scrivermi, con dentro i conti fatti anche sui patrimoni piccoli: i numeri te li do io, la conclusione la tiri tu.
| Cosa | Quanto | Per chi |
|---|---|---|
| Prima chiamata 30 minuti, in videochiamata | Gratuita | Tutti. Serve a capire se posso esserti utile: se la risposta è no, ci fermiamo lì, senza alcun costo. |
| Analisi del tuo portafoglio 3–5 giorni dai documenti, illustrata in una seconda videochiamata e poi consegnata scritta | Gratuita | Chi ha già fondi, polizze o una gestione. La leggi, e solo dopo decidi se andare avanti: fin qui non hai sostenuto costi né firmato nulla. |
| Un anno di consulenza analisi, piano e tutto quello che sta sotto |
~1% annuo +IVA del patrimonio in consulenza, minimo 500 € +IVA |
Chi ha deciso di riorganizzare il proprio patrimonio. A fine anno decidi tu se rinnovare: non c’è nessun vincolo pluriennale. |
L’analisi iniziale non si paga, e non si paga nemmeno a parte. Resta tua anche se decidi di non proseguire: è il modo con cui ti faccio vedere come lavoro, prima che tu debba decidere qualcosa.
Quello che si paga è l’anno di consulenza, ed è un servizio solo: non esiste una versione ridotta o frazionata. Anche chi paga il minimo di 500 € +IVA ha accesso per dodici mesi a tutto quello che segue. Quello che decidi anno per anno è se rinnovare, non quanto servizio comprare.
È la domanda giusta da farsi, perché il primo anno è quello che si racconta più facilmente: si vede il prima e il dopo. Dal secondo il lavoro cambia natura e diventa meno visibile, ma non meno utile — un portafoglio non si rompe di colpo, deriva:
Detto questo, la decisione è tua e si prende ogni anno. Non c’è un vincolo di durata, non ci sono penali di uscita e non c’è niente da riscattare: a fine anno rinnovi se ti è servito, e se non ti è servito non rinnovi. Se in un anno non ti sono stato utile, non deve essere il contratto a trattenerti — e vale a qualsiasi cifra: non sono io a stabilire, guardando il tuo patrimonio, quando ti conviene smettere.
Il confronto vero non è fra pagare e non pagare: è fra un costo che vedi in fattura e uno che ti viene tolto dal rendimento senza passare da nessuna fattura. Su un portafoglio di esempio da 150.000 € con spese correnti medie del 2,20% — caro e scelto apposta: sta nella fascia alta dei 719 fondi di cui ho letto i KID, dove 158 superano il 2%:
| Ogni anno | Oggi, in banca | Con ETF e la mia parcella |
|---|---|---|
| Costo degli strumenti | € 3.300 (2,20%) | € 270 (0,18%) |
| Consulenza | € 0 in fattura, perché è già dentro la riga sopra | € 1.470 (1.205 + IVA) |
| Totale | € 3.300 | € 1.740 |
Differenza: 1.560 € il primo anno, 15.600 € in dieci, senza contare quello che quei soldi avrebbero reso restando investiti. Se il tuo portafoglio sta invece sulla mediana che ho misurato — 1,80% — la differenza scende a circa 960 € l’anno. Non è una promessa di risparmio: è il conto di questo caso di esempio, con queste ipotesi. Il tuo numero lo calcoli in due minuti con l’Analisi del portafoglio, gratuitamente e senza registrarti.
Stesse ipotesi — 2,20% oggi, 0,18% in ETF — ma con la parcella al minimo annuo di 500 € +IVA, che su questa cifra supera la percentuale, su un patrimonio più vicino a quello della maggior parte di chi legge:
| Ogni anno | Oggi, in banca | Con ETF e la mia parcella |
|---|---|---|
| Costo degli strumenti | € 1.320 | € 108 |
| Consulenza | € 0 in fattura | € 610 (500 + IVA) |
| Totale | € 1.320 | € 718 |
Differenza: 602 € il primo anno, 6.020 € in dieci. Il vantaggio c’è ancora, ma è circa due volte e mezzo più piccolo: la parcella scala con il patrimonio fino al minimo, i costi che risparmi scalano fino a zero. E se il tuo portafoglio sta sulla mediana dell’1,80% invece che sul 2,20%, su 60.000 € la differenza scende a circa 360 €: a quel punto il conto sui soli costi conta poco e la domanda diventa un’altra — se quello che c’è intorno agli strumenti vale la cifra. Ne parlo qui sotto.
Il confronto qui sopra pesa solo i costi, perché sono l’unica cosa che si calcola in anticipo con precisione. Fuori dal conto resta l’altra metà del lavoro, che spesso vale di più: scegliere gli strumenti efficienti — replica, domicilio fiscale, liquidità — e adatti a te, cioè al tuo orizzonte, a quello che hai già e a quanta discesa reggi senza vendere, scelti su tutto il mercato invece che dentro un catalogo; recuperare le minusvalenze prima che scadano; ribilanciare quando serve e non quando conviene a chi vende. Un consulente pagato dai prodotti non è meno bravo: sceglie in un insieme più piccolo e viene premiato per averlo fatto. È la differenza di cui parlo qui →
Quella parte non so quantificarla in euro e preferisco non inventarmi un numero per venderla. Ma va tenuta presente quando leggi il riquadro qui sotto.
La parcella è una percentuale, ma non scende sotto i 500 € +IVA all’anno: 610 € effettivi. Sotto una certa cifra, quindi, paghi sempre quella.
Cosa vuol dire, e cosa non vuol dire. Vuol dire che su un patrimonio piccolo la parcella pesa di più in percentuale, ed è giusto saperlo prima. Non vuol dire che il confronto sia fra pagare e non pagare: se oggi i tuoi strumenti costano il 2% l’anno, quel costo lo stai già pagando — solo che non lo vedi in fattura e non ti compra nessuna consulenza. E i costi restano comunque la parte che si calcola, non tutta quella che conta: ci sono anche il piano, la fiscalità, gli errori che non fai e il fatto di non ritrovarti fermo per altri cinque anni. Quanto vale quella parte lo sai solo tu. I numeri del tuo caso te li faccio vedere alla prima chiamata, prima di qualsiasi preventivo.
La scelta non ti vincola nel tempo: si decide un anno alla volta. A fine anno rinnovi se ti è servito, e se non ti è servito non rinnovi — nessun vincolo di durata, nessuna penale, niente da riscattare. Nel frattempo gli strumenti e le ventisette guide restano gratuiti, che tu sia cliente o no.
Domanda legittima, e la risposta onesta è a volte no. Se hai già un portafoglio di tre o quattro ETF globali a basso costo, versi ogni mese senza guardare le notizie e nel 2022 non hai venduto, sui costi il margine di risparmio è minimo: quello che pagheresti a me è in gran parte un costo nuovo, non un costo che sostituisce un altro. Te lo dico alla prima chiamata, e non ti mando un preventivo per farti cambiare idea.
Detto questo, gli ambiti in cui anche un investitore autonomo e disciplinato perde valore esistono, e non riguardano il TER:
Il modo per verificarlo senza costi: l’analisi iniziale è gratuita. Mandami la documentazione e la esaminiamo insieme: se ne esce che stai già facendo bene, ti resta un documento scritto che te lo conferma — ed è una conclusione del tutto legittima.
E se invece qualcosa da correggere c’è: il primo anno serve a correggere ciò che va corretto, gli anni successivi a mantenerlo in ordine. È la parte che dall’esterno si sottovaluta, perché un portafoglio non si rompe di colpo: deriva. I pesi si spostano, le minusvalenze scadono, i versamenti cambiano, uno strumento viene fuso o chiuso, arriva un’eredità o si avvicina la pensione — e ogni volta la domanda è se il piano regge ancora com’è scritto. Decidi comunque un anno alla volta: non c’è vincolo di durata e non ci sono penali di uscita.
Se stai confrontando più consulenti, ce n’è una che vale più di tutte le altre messe insieme: «oltre alla parcella che pago io, chi altro ti paga?». Nel mio caso la risposta è nessuno e per legge non potrebbe essere diversa: un consulente autonomo non può ricevere provvigioni dalle banche. Se la risposta è vaga, o se il servizio è presentato come gratuito, il compenso c’è lo stesso — solo, non lo paghi con un bonifico.
Perché scende al crescere del patrimonio e sale con la complessità: dieci posizioni su un conto titoli non sono lo stesso lavoro di una situazione con società, immobili e un fondo pensione. La percentuale esatta la vedi scritta nel preventivo prima di decidere e da lì non si muove.
Nella pratica sì, ma non perché esista un servizio ridotto: il servizio è uno solo ed è annuale. Paghi la parcella, hai dodici mesi di tutto quello che comprende e alla scadenza semplicemente non rinnovi. Non ci sono penali e non c’è niente da disdire in anticipo.
Un anno solo ha senso se quello che ti serve è sistemare il portafoglio e capirlo. Quello che perdi, dal secondo anno in poi, è qualcuno che ti ricorda di ribilanciare e che ti dice cosa fare quando il mercato scende del 25% — che è il momento in cui serve di più.
Per una persona fisica, no: la consulenza finanziaria non rientra fra gli oneri detraibili o deducibili. Chi la sostiene nell’esercizio di un’attività d’impresa o professionale è in una situazione diversa e deve parlarne con il proprio commercialista — io non sono un consulente fiscale e non mi sostituisco a lui.
Succede ed è un esito legittimo. L’analisi è gratuita e resta tua comunque, come la prima chiamata. Non ci sono penali, non c’è un vincolo di durata e non ho prodotti da riscattare, quindi non ho nessun modo di trattenerti.
Alla prima chiamata, gratuita, ti dico che cifra ha senso e se ha senso. Il preventivo si concorda per iscritto solo dopo, prima di iniziare.